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 La Ferrovia Udine - Cividale: 110 anni di storia
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E444.060
EUROCITY




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Inserito il - 08/11/2008 : 20:57:04  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di E444.060 Invia a E444.060 un Messaggio Privato Aggiungi E444.060 alla lista amici
La Ferrovia Udine - Cividale: 110 anni di storia

Sono passati ormai centodieci anni da quel 24 giugno 1886 quando il primo convoglio, raggiunse Cividale trainato da una locomotiva a vapore decretando l'inizio del servizio regolare sulla breve linea ferroviaria, che ancor oggi congiunge Udine a Cividale. Il successivo 4 luglio avvenne la cerimonia ufficiale d'inaugurazione con la partecipazione di 1.700 persone giunte a Cividale con treni speciali. La linea fu realizzata dalla Società Veneta Ferrovie (SV) che aveva ottenuto la concessione per la costruzione e l'esercizio per 90 anni di questa ferrovia. Il costo complessivo per le espropriazioni, le opere, l'armamento e gli impianti venne valutato in £ 1.385.000, circa £ 92.000 al km. Il progetto fu redatto dall'ing. Gabelli della SV fu approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 1880. Il progetto esecutivo fu poi eseguito dall'ing. Vianello sempre della SV. Il decreto approvante la convenzione tra lo Stato e la SV venne firmato il 12 giugno 1884 dal re Umberto I, e prevedeva una sovvenzione annua da parte dello stato di £ 1.000 il chilometro per 35 anni, oltre a £ 20.000 annue da parte della provincia di Udine e dei comuni interessati, sempre per 35 anni. Tra i progetti, poi accantonati, riguardanti questa linea, uno prevedeva il suo prolungamento fino a S. Lucia di Tolmino per congiungersi con la Transalpina, mentre quello ex austriaco della "ferrovia del Predil" prevedeva che il suo prolungamento lungo le valli del Natisone e dell'Isonzo e con l'attraversamento in galleria del Predil raggiungesse Tarvisio, creando una sorta di raddoppio in variante della ferrovia Pontebbana ed il collegamento di Cividale con Cormons. La ferrovia Udine - Cividale, che fu costruita con lo scartamento normale dell'epoca di 1445 mm ed armata con rotaie Krupp del peso di 36 kg/m, lunghe 6,5 m, posate su traversine in legno con chiodatura diretta, è una tipica linea secondaria di pianura con pendenze minime (l'ascesa massima è del 5,8 per mille sulle rampe del ponte sul torrente Torre nei pressi di Udine). Questo ponte in muratura di 13 arcate di 13 m ciascuna è l'unica opera d'arte di una certa importanza della linea, un altro ponte in muratura, che rispecchia le caratteristiche di quello sul Torre, supera il torrente Malina ed uno a travata metallica di 8 m il torrente Ellero, entrambi nei pressi di Remanzacco. I ponti in muratura sono in comune con quelli della strada statale Udine - Cividale. La ferrovia, che è lunga 15.120 metri, ha origine dalla stazione FS di Udine (108,7 m s.l.m.); a circa 1,5 km da questa stazione, a fianco della linea, hanno sede la direzione d'esercizio, il deposito locomotive e le officine per la manutenzione del materiale rotabile; inoltre troviamo anche un raccordo con una caserma. Proseguendo si incontrano le stazioni di Remanzacco e di Moimacco, la fermata di Bottenicco per arrivare infine al capolinea di Cividale (133,53 m s.l.m.), sede del Dirigente Unico di esercizio; a questa stazione è raccordato l'adiacente cementificio (oggi in disuso). Da questo stabilimento, agli inizi del secolo, aveva origine una ferrovia a scartamento ridotto, gestita dalla stessa Società Italcementi, che serviva a collegare le cave di Antro con il cementificio. Era denominata popolarmente il "trenin de ponca". Un tempo esisteva anche la fermata di Cividale Centro che era posta a poche decine di metri dall'estremità est della stazione di Cividale. In seguito essa è stata soppressa in quanto il prolungamento della linea interessava una strada molto trafficata. Purtroppo, per quanto concerne i primi anni di esercizio della Udine-Cividale, non ci sono molti dati: si sa che erano in esercizio 6 coppie giornaliere di treni. La vita della linea proseguì poi regolarmente fino allo scoppio della grande guerra, evento che coinvolse direttamente la ferrovia vista la sua posizione (praticamente sul fronte) e dalla quale non ne uscì indenne. Da un orario datato 20 luglio 1918, redatto dall'esercito austroungarico, si rileva che i treni a disposizione erano solo 4 (2 coppie), il che dimostra l'utilizzazione esclusivamente da parte dell'esercito. Durante la prima guerra mondiale venne costruita per usi militari la ferrovia a scartamento ridotto (750 mm) Cividale-Caporetto. Questa linea e la Udine - Cividale, con l'arretramento del fronte dovuto alla battaglia di Caporetto, vennero totalmente perdute assieme ad una parte del materiale rotabile della SV e vennero assunte in temporaneo servizio e riattivate dall'amministrazione austroungarica. Non erano trascorse che poche ore dall'armistizio del 3 novembre 1918, che già i treni cantiere della SV erano all'opera per ripristinare le linee interrotte dai contendenti negli ultimi giorni delle offensive. Il 6 novembre i treni ripresero a circolare sulla Udine - Cividale. La Cividale-Caporetto, dopo i gravi danni subiti, venne riaperta il 1° agosto 1921, prolungata di 3 km dal vecchio capolinea di Susida a Caporetto. Affidata in concessione all'impresa Eredi Binetti di Cividale, che trovò sulla linea 7 locomotive, 11 vetture e 86 carri per il trasporto merci, verrà soppressa nell'estate del 1932, dopo alcune saltuarie sospensioni dell'esercizio, per difficoltà finanziarie dopo che era caduto qualunque interesse di intervento pubblico. Gli anni del dopoguerra furono burrascosi per i vertiginosi aumenti dei prezzi del materiale e dei costi del personale a cui non fu possibile contrapporre un adeguamento delle tariffe, bloccate per legge. Superate anche queste difficoltà e ripristinato il normale esercizio, il pomeriggio del 22 novembre 1938 si verificò la tragedia più grave della storia della linea: causa una piena si ebbe il crollo di due arcate del ponte sul torrente Torre mentre transitava il treno. La locomotiva, 3 vetture ed alcuni carri precipitarono nelle acque limacciose causando la morte di 21 persone, tra cui 3 ferrovieri. L'esercizio fu ripreso provvisoriamente costruendo un gua-do sul Torre. Ricostruito il ponte, riprese la normale routine fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Dopo l'8 settembre 1943 le infrastrutture di trasporto vennero sottoposte a massicce distruzioni ad opera di entrambe le parti in guerra, anche se per opposti motivi: i nazisti distrussero i ponti e le installazioni per creare ostacoli agli inseguitori, i partigiani per ritardarne la fuga, mentre gli alleati mitragliavano e bombardavano tutto. I rischi per i viaggiatori aumentarono ed il rispetto degli orari fu pura utopia. Alla fine il regolare esercizio venne soppresso su tutte le linee della Società Veneta. Giunta la pace si constatò che la ferrovia Udine-Cividale era l'unica a non essere interrotta, in quanto i danni prodotti dagli alleati venivano prontamente riparati dall'organizzazione Todt tedesca. Anche i rotabili erano in buone condizioni e non subirono gravi perdite. Il materiale rotabile era costituito agli inizi da due locomotive a vapore del gruppo 22 e due del gruppo 23 (rodiggio 0-2-1T) e da vetture "multiporte" a due assi con garitta per il frenatore sul tetto denominate "Consorziali". I carri merci erano di costruzione inglese e piuttosto piccoli (lunghezza di circa 5 m). All'inizio del secolo furono consegnate le 6 locomotive a vapore del gruppo 27: di queste la 270 era denominata "Friuli". Esse prestarono servizio fino all'arrivo delle locomotive diesel. Negli anni '20 entrarono in servizio le nuove carrozze a 2 assi a terrazzini della serie 800 che disponevano di 50 posti a sedere e che prestarono servizio fino agli anni '70. C'erano inoltre una decina di carrozze sempre del tipo a terrazzini, però a carrelli con 88 posti a sedere denominate "Norimberga" dal nome della città dove erano state costruite. Completavano la dotazione 3 bagagliai a 2 assi. I carri per il trasporto delle merci furono rinnovati adottandone 11 del tipo in uso sulle FS. Questi carri sono ancora in dotazione alla linea (anche se quasi tutti accantonati): tra questi si segnalano 2 pianali utilizzabili come spartineve ed una cisterna usata ora come carro diserbante, costruita in Austria nel 1892. Agli inizi degli anni '60, quando i costi della trazione a vapore divennero troppo onerosi, si provvide ad acquistare dei mezzi a motore diesel: giunsero così le locomotive diesel - elettriche DE 424 e le automotrici diesel della serie ADn 700, numerate 801÷ 803, che por-tarono un sensibile miglioramento del servizio, sia sotto il profilo del confort, sia sotto quello della velocità. La guerra del Kippur nel 1973 portò ad un rilancio del trasporto collettivo come quello ferroviario con un aumento del traffico causato dai nuovi costi del trasporto privato. Da questa situazione trassero vantaggio le ferrovie secondarie che avendo finalmente a disposizione degli stanziamenti poterono apportare miglioramenti sui rotabili e nell'armamento. La ferrovia Udine-Cividale subì alcune modifiche, con particolare riguardo ai numerosi passaggi a livello che furono dotati di moderni impianti di semibarriere comandate dal treno e dei relativi segnali, sia lato ferrovia, sia lato strada, essendo stati tali attraversamenti spesso causa di incidenti, alcuni anche gravi. Nel 1981 la SVA (Società Veneta Autoferrovie, nuova denominazione dell'azienda assunta nel 1969) costituì delle aziende controllate che raggrupparono le linee in base all'area di servizio: diventò così operativa la S.p.A. FNE (Ferrovie del Nord-Est) per la gestione dei percorsi Adria - Mestre e Udine - Cividale. In questi anni l'obsolescenza delle linee, dei rotabili e la passività della gestione, coperta da finanziamenti pubblici, fa avanzare alla SVA l'idea di recedere anticipatamente dalle concessioni. Infatti, come si legge nei bilanci d'esercizio 1982 delle FNE "la decisione fu assunta quando apparve chiaro che, per una visione sociale del trasporto pubblico, l'attività svolta non solo non avrebbe mai potuto apportare alcuna modesta remunerazione al capitale investito, ma non sarebbe stato più possibile conseguire neppure uno stentato pareggio del conto economico cosicché il proseguirla avrebbe portato al paradosso che la nostra attività privata avrebbe sovvenzionato la politica sociale pubblica, e senza indennizzo alcuno". Si arrivò invece al 1986, naturale scadenza della concessione, quando il 27 settembre un decreto del Ministero dei Trasporti dispose il passaggio in gestione della linea allo Stato tramite un commissario dipendente dalla Direzione Generale della Motorizzazione Civile e dei Trasporti in Concessione; la ferrovia assunse così la denominazione Gestione Commissariale Governativa per la Ferrovia Udine - Cividale (in breve FUC). Il primo gennaio 1990 nasce la Gestione Commissariale Governativa delle Ferrovie Venete che raggruppa le ex gestioni della Udine - Cividale, della Adria - Mestre e della Parma - Suzzara. La direzione d'esercizio della FUC rimane a Udine. Con la legge finanziaria del 1987 sono stati stanziati 7 miliardi in favore della FUC. Questo denaro viene utilizzato per rinnovare la linea, gli impianti, il materiale rotabile e di conseguenza valorizzare e migliorare la potenzialità di questa ferrovia. Sono stati eseguiti i lavori di manutenzione del deposito locomotive. Nella stazione di Remanzacco è stata ampliata la sala d'attesa e restaurato l'edificio, sono stati rifatti i marciapiedi ed installate le pensiline per il riparo dei viaggiatori e l'impianto centralizzato per il comando degli scambi e dei segnali (ACEI). La vecchia stazione di Moimacco è stata chiusa e spostata di 500 metri in una posizione più centrale rispetto al paese con la costruzione di una banchina con pensilina. A Bottenicco è stata realizzata una fermata a richiesta in corrispondenza dell'XI zona industriale del Cividalese; qui è stato costruito anche uno scalo merci che serve le fabbriche di questa località ed anche quelle delle zone adiacenti tramite il servizio di carrellamento dei carri merci; in seguito qualche industria potrà essere raccordata direttamente con la ferrovia. Sono state restaurate le 3 carrozze a grande capienza acquistate usate in Germania nel '74, che dopo una decina d'anni di servizio con i treni per gli studenti erano state accantonate. In seguito queste 3 rimorchiate sono state concesse in uso alla FAM (Ferrovia A-dria-Mestre). Nel 1993 è stato rifatto l'armamento da Remanzacco a Cividale con la sostituzione delle rotaie con altre di tipo 50 UNI a rotaia lunga saldata e posata su traversine in cemento armato precompresso, è stato sostituito il ponte in ferro sul torrente Ellero e rinforzati gli altri ponti di questa tratta. Ora su questa tratta la portata è di 22,5 t/asse, mentre sul resto della linea è di 22 t/asse. Per il completamento dei lavori, rimane da sostituire l'armamento da Udine a Remanzacco e quello della stazione di Cividale. Da segnalare le ipotesi circolate tempo fa di un prolungamento della linea fino a S. Pietro al Natisone e del suo interramento nel tratto urbano di Udine nell'ambito della ristrutturazionedella circonvallazione merci di Udine (ipotesi poi abbandonata). Nel gennaio del 1992 è entrata in servizio la nuova automotrice diesel AD 904 con la relativa rimorchiata pilota Bp 373 di costruzione FIAT. Questi mezzi fanno coppia con le unità gemelle AD 901 e Bp 372 acquistate nel 1984, prime automotrici di tipo ALn 663 FS in servizio sulle ferrovie concesse. E' previsto l'acquisto di un'ulteriore automotrice, questa volta senza rimorchiata. L'adozione dei nuovi rotabili rientra nel programma di miglioramento del servizio mirato soprattutto a vantaggio del traffico pendolare. L'introduzione dell'orario di tipo cadenzato ha trasformato l'esercizio della linea in una vera e propria metropolitana di superficie. Attualmente le corse sulla Udine-Cividale sono 36 (18 coppie) al giorno e per percorrere i 15,120 km della linea ad una velocità massima di 90 km/h i treni impiegano 16 minuti, contro i 40, nelle ore di punta, delle autocorriere. Nel corso del 1994, con l'aumento del traffico merci per la zona industriale di Bottenicco, è entrato in servizio sulla FUC il DE 341.501 (ex d 341.1020 FS) ottenuto in prestito dalla ferrovia Bologna-Portomaggiore in cambio del DE 424.05. E' ritornata a Udine anche la AD 805, che però è inutilizzata in quanto bisognosa di lavori di restauro. Nel 1994 è anche scomparso l'incrocio a 90° a raso con la linea di circonvallazione merci di Udine delle FS; ora questa linea di cintura, il cui piano del ferro è stato abbassato in trincea, sottopassa la FUC. Una curiosità: durante la recente adunata degli Alpini a Udine la composizione dei treni della FUC era di 4 unità, le due coppie di AD 900 viaggiavano accoppiate, e sono state istituite corse straordinarie. Corse straordinarie vengono pure istituite durante il Mittelfest, che si tiene a Cividale. Dal 1° gennaio 1997 la FUC dovrebbe passare sotto la gestione del Trasporto Locale delle FS ed in seguito è prevista la sua gestione da parte della regione, come quella di tutte le linee secondarie. C'è molta preoccupazione per l'avvenire di questa ferrovia in quanto la regione sembra poco interessata al traffico su rotaia preferendo quello su strada. Si spera invece che questa linea, che nella rete ferroviaria italiana è di tipo secondario, rimanga invece di primo piano per le località che essa tocca e per l'importanza socio - economica che essa riveste; del resto generazioni di Cividalesi e di abitanti delle valli del Natisone e dei paesi attraversati dalla ferrovia hanno legato ad essa un pezzo della loro vita in momenti belli ma anche meno piacevoli della storia di questa zona del Friuli. Per concludere sono da segnalare, nella storia della Udine - Cividale, i festeggiamenti per il centenario, tenutisi nel 1988 con due anni di ritardo a causa di problemi organizzativi, e celebrati con un treno rievocativo con trazione a vapore realizzato dalla SAT con la collaborazione della direzione della FUC e dei Comuni attraversati dalla linea. Il convoglio era costituito dalla 880.051 e da tre carrozze a terrazzini delle FS, non essendo più disponibili rotabili storici che hanno prestato servizio su questa linea. Nella stessa occasione alcuni soci della SAT hanno curato il restauro del carrellino di ser-vizio a funzionamento manuale appartenente a questa ferrovia e costruito nell'800. L'augurio è di festeggiare in futuro ancora un'infinità di anniversari sui binari di questa linea ferroviaria.

Per altri dati visitate qui:
http://www.dlfudine.it/gruppi/sat/a...cividale.htm

ciao






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Manfredi
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Inserito il - 08/11/2008 : 21:00:49  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Manfredi Invia a Manfredi un Messaggio Privato Aggiungi Manfredi alla lista amici
Onore a questa ferrovia storica.





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Isacco
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Inserito il - 08/11/2008 : 21:05:30  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Isacco Invia a Isacco un Messaggio Privato Aggiungi Isacco alla lista amici
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